Un viaggio tanto desiderato

Un viaggio tanto desiderato

 

La sua idea era folle.... quando mai avrebbe avuto la possibilità di vivere delle giornate all`aperto con suo marito?? Figurati! Lui sempre sul computer, tra fogli di calcolo e presentazioni accattivanti, molto mentale, di poche parole...

Un uomo sicuramente intelligente, affascinante, ma poco dinamico, amante della sua oasi, zona confort dalla quale uscirne solo per espletare bisogni fisiologici compresi quelli alimentari...

Quindi, quando la sua migliore amica Vera, la chiamò sul cellulare per proporle una gita divertente alla scoperta della bellezza dei laghi italiani, si precipitò a casa per comunicare l’avvenimento.

Il viaggio avrebbe avuto una durata di tre giorni, nel periodo di fine Luglio. Avrebbero pernottato in un hotel al centro dell’area scelta cosi da poter fare le escursioni dal mattino alla sera.

Rimaneva solo il problema "figlie", ma tutto sommato sarebbero rimaste sole per due notti!! Ginevra, di vent’anni, avrebbe badato ad Aurora di sedici!!

Aveva molta fiducia nelle ragazze perciò fu facile decidere.

Doveva solo affrontare l’ostacolo più arduo....

 

Lago

 

La giornata era afosa. Il cielo pulito, paventava ancora più caldo.

Portando con sé un bel bicchiere di tè freddo e un altrettanto squisito gelato al pistacchio e nocciola, si avvicinò all’antro segreto, quasi in punta di piedi...

La porta scricchiolò, ma lui non sembrò essere infastidito. Lo sguardo fisso sui numeri, una scrivania caotica piena di fogli, matite, la finestra spalancata con l’aria condizionata a palla e una musica jazz rimbombante tra le pareti della stanza.

Sul letto, stropicciato, spiccava il bellissimo completo blu  realizzato espressamente per lui da una sarta molto brava, stilista di una nota casa di moda e quella visione la fece innervosire parecchio, con tutto quello che era costato …  Accanto alla porta del bagno, la cesta scoppiava letteralmente di indumenti da lavare, ma erano più quelli sparsi intorno che quelli dentro!

Una dannata zanzara si ubriacava piacevolmente con il nettare di suo marito, ma lui non sembrava soffrirne più di tanto.

Con una dolcezza inusitata, poggiò il vassoio sul tavolo che risvegliò Davide. Subito fraseggiò qualcosa del tipo “stai attenta ai fogli”, “ non far cadere il bicchiere” il che la fece scivolare dentro il suo sconforto.

Poi ritrovò la carica e gli comunicò quanto pensato, tutto d’un fiato, senza che ci fosse un gap di pausa. L’istinto di lui fu quello di dire subito che non avrebbe potuto muoversi per via di quel problema da risolvere, il caldo estivo, la folla sulle autostrade, etc, etc, etc …

Ma alzando lo sguardo, vide un volto paonazzo, stentatamente fisso e percepì la fine che avrebbe potuto fare se questa volta avesse mantenuto il diniego.

Così, sfoderando un calcolato sorriso, si voltò, la guardò e le disse che avrebbe fatto tutto ciò che le sarebbe piaciuto. Anche viaggiare con quel caldo, con quella folla, con tutto il lavoro ancora da finire….

Eleonora fece finta di non percepire le ultime sfumature del discorso e si mostrò compiaciuta del suo buon senso perché, insomma, era giusto che passassero un po’ di tempo insieme !!

Uscì gongolante dalla stanza e si tuffò letteralmente sul cellulare per comunicare alla sua amica che tutto era andato liscio e che avrebbero finalmente fatto quel viaggio insieme.

Decisero di vedersi nel pomeriggio per scandagliare il web alla ricerca dei percorsi migliori, meno faticosi e più interessanti.

Quando Vera arrivò, puntuale come sempre, tutto era pronto. La rete delle reti era a loro completa disposizione.

Passarono ore di impegnato divertimento e alla fine stamparono i voucer della prenotazione.

Il logo dell’Hotel “Bue Marino” era buffissimo, un bue che sorrideva, strizzando l’occhiolino. Era il suggerimento per una vacanza di solo relax condita con prelibatezze invitanti….

Felici, si diedero appuntamento per l’ultimo weekend di fine Luglio, pronte a realizzare il loro piccolo sogno.

Quando arrivò quel giorno, il cielo sembrava poco convincente e accennava qualche lacrimuccia dispettosa …. 

Ma la comitiva, pur con il sottofondo dei rimbrotti confusi di Davide, partì con il bagagliaio pieno di valige.

Il viaggio fu tutta una chiacchiera al femminile. Ma trascorse bene.

All’arrivo furono accolti dal sorriso rubicondo dei camerieri dell’Hotel Bue Marino che li condussero in una confortevole e panoramica suite, al secondo piano.

Ciò che videro fu uno scenario d’estasi che suscitò un’esclamazione di sospiri. Era quasi l’ora del tramonto e il sole si stava lentamente perdendo nelle gole tra i monti. Il lago pareva una lastra di ghiaccio per la lucentezza della superficie.

Il loro mondo,  la loro città, tutto sembrava lontano, da preservare nei ricordi …

E così cominciò la vacanza che, tutto sommato, trascorse serenamente. 

Le passeggiate giornaliere, ma ancor di più le abbuffate serali, riuscirono a rendere le due coppie molto affiatate al punto che persino il marito stacanovista, si trasformò in un simpatico soggetto sempre pronto a tenere alto l’umore della pur stanca combriccola.

Il tempo si mantenne discreto il che confortò soprattutto Eleonora che temeva il muso del marito in caso di maltempo.  Avrebbe fatto la danza della pioggia pur di mantenere alto il sole!

Le giornate trascorsero su e giù per gli scoscesi sentieri montani, ma la stanchezza lasciava sempre spazio allo stupore quando un lago entrava nella loro visuale.

Così, velocemente, i tre giorni volsero al termine.

Meno veloce fu il fare le valigie, silenziosamente.

Al ritorno però, i quattro turisti intonarono canti montani ascoltando le musiche di un CD acquistato nel paesino e si divertirono moltissimo a prendersi in giro, ricordando le peripezie capitate durante la vacanza.

Arrivati davanti a casa, si promisero un “vacanze per sempre” e, stringendosi in abbracci goliardici, si salutarono sorridenti.

 

 di Fabia Petrella

 

 

 

 

 

 

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