Le carte per sviluppare le relazioni progettuali nella moda e nel design

Le Carte Sinapsi Compositive

 

 

 

 

 

Carte Sinapsi Compositive

 

 

 

 

Le carte per sviluppare le relazioni progettuali nella moda e nel design

 ideate e disegnate da Isabella Bortolotto e Roberto Zanon sono uno strumento progettuale “necessario” per implementare le proprie attitudini creative

 

 

 

 

 

 

 

Gli oggetti e le citazioni

 

E’ qui riassunta la serie di oggetti individuati con le relative citazioni che sono state abbinate. Per ogni carta sono di seguito indicate alcune parole chiave che per associazione possono essere richiamate e correlate. Il tentativo è di suggerire una possibile – ma evidentemente non unica – chiave di lettura, proprio come succede quando vengono lette le carte divinatorie delle Sibille piuttosto che quelle dei Tarocchi.

 

1 la cintura

Il primo ornamento che sia stato ideato, la croce, era di natura erotica (ADOLF LOOS)

Cinta, cinturino, striscia, fascia, laccio, tracolla, cuoio, accessorio, funzionalità che evolve in decorazione, adattabilità, sostegno, simbolo, frusta, schiocco, avvolgimento.

 

2 il compasso

 Nessun Circolo è un Circolo per davvero, ma solo un Poligono con un grandissimo numero di lati piccolissimi (EDWIN A. ABBOT)

Controllo, calcolo, esattezza, rigore, ponderazione, bussola magnetica, circolarità, centralità, dinamismo, misurazione di distanze, pois, bolle. geometrie geometriche.

 

3 il reggiseno

 Tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio (ITALO CALVINO)

Sostegno, puntello, apparenza, compostezza, riassetto, pizzo, tessuto plasmato e cucito e strutturato, gancio-sgancio, modellatura, sagomatura.

 

4 la sedia

 Il compito del progettista, tradizionalmente, è stato quello di dare significato e funzione a delle forme nello spazio (EZIO MANZINI)

Sedile, seggio, sgabello, sdraio, seduta, poltroncina, riconoscibilità tipologica, funzione primaria, essenza strutturale, legno, metallo plastica, solidità, leggerezza, capacità ebanistiche.

 

5 il bottone

I materiali non hanno una storia, emergono nelle lavorazioni, vengono di moda, tramontano, mentre altri ne emergono e caratterizzano epoche e civiltà (DINO FORMAGGIO)

Dischetto, brocca, pulsante, interruttore, comando, levetta, dispositivo di accensione, chiusura meccanica e/o a pressione, sottolineatura, fissaggio, caratterizzazione segnica.

 

 

6 la forbice

 La natura della Moda è di essere una circostanza culturale e come tale soggetta a continua trasformazione (TOMMASO TRINI)

 Strumento, taglio, divisione netta, separazione, frattura, lama, attrito, incrocio, perno di rotazione, apertura, fenditura, fessura, apertura, affilatura, cromatura, ergonomia basilare.

 

 

7 la borsa

 Tra le componenti essenziali della moda, la struttura e il colore sono quelle che dominano incondizionatamente (GILLO DORFLES)

 Sacca, sporta, sacchetto, zaino, valigia, borsello, borsetta, pelle, stoffa, contenitore, morbidezza, adattabilità, trasportabilità, preziosità.

 

8 il tavolo

 Questo legno è capitato a tempo: voglio servirmene per fare una gamba di tavolino (CARLO COLLODI)

 Ripiano, asse, lastra, lamina, scrivania, scrittoio, bancone, piano alto, legno, marmo, metallo, struttura con gambe, supporto.

 

9 la pipa

 L’immagine disegnata della pipa non è una pipa in quanto non gode di tutte le proprietà di questa (FILIPPO MENNA)

 Cannuccia, fumo, fornelletto, azione del bruciare, piacere del tatto e dell’olfatto, prensilità, postura, futilità, lentezza, gestualità, noioso, monotono, tipo di pasta, forma riconoscibile e stereotipata.

 

10 lo stampo

 Nella serie, gli oggetti diventano simulacri indefiniti gli uni degli altri[x] (JEAN BAUDRILLARD)

 Sagoma, fustella, forma, recipiente, sagoma, matrice, imprimere disegni in rilievo, ripetitività, serializzare, unificare, razionalizzare, replicare, calcare, industrializzazione,

 

 

 11 gli stivali

 Le mode passano, lo stile è eterno (YVES SAINT LAURENT)

 Calzatura, scarpa, protezione, copertura, scudo, country, forza, mascolinità, esibizionismo, robustezza, cuoio, gomma, rinforzo, cuciture, sperone.

 

 

12 il cucchiaio

 Un oggetto esiste nel momento in cui si contrappone al suo diverso, al suo diseguale (GAETANO PESCE)

 Posata, paletta concava, forma ovale, raccogliere, trasportare, contenere, instabilità, precarietà, metallo, argento, stampaggio, lucidatura, sagomatura.

 

13 la falce

 

Se l’obbiettivo che intendiamo raggiungere è la conoscenza, allora le asserzioni semplici devono essere apprezzate di più delle asserzioni meno semplici (KARL POPPER)

Attrezzo, manico di legno, lama ricurva, roncola, arma antica, metallo affilato, taglio, movimento manuale, forma primordiale, arcaicità, essenzialità legata al gesto.

 

 

14 la cerniera

 Articolare le connessioni dei giunti per spiegare la logica visiva dell’unione tra le diverse parti (CARLO SCARPA)

 Collegamento, sutura, dispositivo metallico, incastro, unione, reversibilità, durata, invenzione meccanica, industrializzazione, giunzione, chiusura rigida, lunghezza indefinita, perno, rotazione.

 

 

15 la tuta

 Avere il coraggio di creare una nuova legge di vestire, che sia legata intimamente col nostro paesaggio (ERNESTO MICHAELLES THAYAHT)

Praticità, adattabilità, unico pezzo, tessuto resistente, libertà di movimento, uniformità, invenzione formale, mimetico, subacqueo, spaziale.

 

 

16 la caffettiera

 Il designer dà forma, secondo una sua logica oggettiva, tenendo conto delle funzioni, delle materie e delle tecniche (ACHILLE CASTIGLIONI)

 Bricco, moka, macinino, vecchia carriola, pezzo da museo, sgangherato, malridotto, vecchio, lento, aroma, sonorità collegate al meccanismo, tradizione, familiarità.

 

 

17 la spilla di sicurezza

 Ho scoperto che la natura utilizza in modo continuo quella che io chiamo tensione e solo in modo discontinuo ed isolato la compressione (RICHARD BUCKMINSTER FULLER)

 Clip, fermaglio, ornamento associato alla funzione, spillo, ripiegatura a molla, estremità appuntita, inserimento a pressione, bloccaggio, tensione, libertà di posizionamento, infilzare.

 

18 la vite

 Delimitazione non è ciò su cui una cosa si arresta, ma come i greci riconobbero, è ciò da cui una cosa inizia la sua presenza (MARTIN HEIDEGGER)

 Chiodo, autofilettatura, resistenza a pressione e attrito, compenetrazione tra materiali, acciaio, ottone, stringere, fissare, collegare, rotazione e traslazione sull’asse verticale.

 

19 il cappello

 La tradizione e l’artigianato non devono essere dimenticati ma devono essere rispettati e coltivati (MARTIN MARGIELA)

 Copricapo, cappuccio, berretto, cilindro, bombetta, tuba, sombrero, panama, coppola, feltro, rigidità, adattabilità, copertura, riparo, paglia, chiusura, introduzione, tipologia.

 

20 il vaso

 Si ha un bel lavorare l’argilla per fare vasellame, l’utilità del vasellame dipende da ciò che non c’è (LAO TZU)

 Recipiente, ciotola, barattolo, contenitore, orcio, giara, arteria, vena, terracotta, permeabilità, semplicità, tornitura, tronco di cono, cilindro.


 

21 la spada del samurai

 La voce del passato può ancora parlare dentro le immagini del presente (FRANCO RELLA)

 Ferro, scimitarra, lama, daga, gladio, brando, codice d’onore, alabarda, Oriente, arma bianca, difesa, curvatura leggera, impugnatura, fodero, essenzialità.

 



22 i bastoncini cinesi

 La capacità che ha un momento nel presente di richiamare un evento del passato (PETER EISENMAN)

 Bastoncello, tondino, forma allungata e cilindrica, strumento antico e orientale, gesto complesso, rito, prensilità, bambù, manipolazione, abilità, tradizione, forma adattabile alla funzione.


 

23 il kimono

 La moda ha accettato di non essere più unica, ma solo sommatoria di tante diverse mode(ANDREA BRANZI)

 Abito, tradizione giapponese, tunica, fascia, seta, veste lunga, sottoveste, camicione, saio, preziosità, formalità, impedimento, raffinatezza, ritualità, cerimonia.


 

24 l’ orologio

 Gli oggetti non si aspettano di meglio che avere il nostro stesso ciclo vitale (FRANCO LA CECLA)

 Cronometro, temporalità, sveglia, pendola, cucù, complessità, meccanismo, portabilità, segnale distintivo, controllo dell'energia, quadrante, strumento, accessorio, precisione.

 

 

25 L’aereo da guerra

Il brutto non è la semplice assenza del bello, è la sua positiva negazione (KARL ROSENKRANZ)

 Macchina tecnologicamente avanzata, terribile funzionalità, qualità formale di livello, essenzialità, invisibilità, componenti basilari e assoluti, sofisticazione.

 

 

26 la lente

La lettura dell’esistenza è sensoriale e non mentale (ETTORE SOTTSASS)

 Cristallo, accrescimento, allargamento, estensione, dilatamento, sviluppo, attenzione al particolare, minuzia, strumento semplice ma efficace, leggi dell’ottica.

 

 

27 l’abito da sposa

 La forma esteriore dell’abito è formata per ben altri scopi che quello di far riconoscere la forma del corpo[xxvii] (LUDWIG WITTGENSTEIN)

Eccezionalità, unicità, attenzione sartoriale, candore, sogno, romanticismo, retrò, velo, strascico, esaltazione delle forme, drappeggio, vaporosità, proporzione tra i volumi.



 

28 Il gioiello

 Un’opera richiede amore, meditazione, obbedienza al tuo più bel pensiero, invenzione di leggi pel tramite della tua anima(PAUL VALÉRY)

Ornamento prezioso, collana, anello, bracciale, orecchini, spilla, pendaglio, oro, argento, materiali diversificati, significato della forma, interazione, espressività,


29 il coltellino svizzero

L’utile è solo un parte del significante; per possedere veramente una materia bisogna studiarla per se stessa, con amore (JOHAN WOLFGANAG VON GOETHE)

 Mulitfunzionalità, mimetismo, coltello, lama ripiegabile, stuzzicadenti, forbici, pinzette, apribottiglie, cacciavite, scatto, molla, meccanismo.

 

 

30 il boomerang

 Ricercare e scartare, almeno in parte, tutto ciò che è banalmente ridondante (ENZO MARI)

 arma, bastone ricurvo, qualità balistiche, ricerca attraverso la sperimentazione, forma funzionale, gioco, divertimento, aerodinamica, movimento in aria, traiettoria,

 

 31 lo smoking

 L'eleganza è l'equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa (VALENTINO GARAVANI)

 (VALENTINO GARAVANI, in http://biografie.studenti.it/biografia.htm?BioID=148&biografia=Valentino)

 giacca, maschile, colore nero o bianco, colletto sciallato, risvolti, seta lucida, eleganza, formalità, festa, ballo, ricevimento, sera, stile.

 

 32  l’automobile sportiva

 Il moto è causa di ogni vita(LEONARDO DA VINCI)

 Veicolo, velocità, styling, aerodinamicità, prestazione, competizione, processi manifatturieri innovativi, competenza artigianale, cromature, lusso.

 

 33 l’ergonomia

 Il corpo è l’insieme primario di oggetti a disposizione dell’uomo, mentre i soliti utensili sono innaturali estensioni e caricature del corpo, protesi mostruose (ALESSANDRO MENDINI)

 Funzionalità, praticità, efficienza, efficacia, effetto, validità, utilità, valore, capacità, anatomicità, la funzione prima della forma, il rapporto con l’uomo e le sue caratteristiche fisiche e sensoriali

 

34 la simmetria

 Allo Zen la simmetria appariva immateriale e priva di vita, troppo perfetta per lasciare luogo alla crescita e al cambiamento (ALAN WILSON WATTS)

 Corrispondenza, riscontro, conformità, proporzione, staticità, calma apparente, specularità, passività, insipidezza, mediocrità, situazione scontata, immediatezza, facilità.

 

35 l’armonia

 Il duro, costante, solitario esercizio tenta di forgiare ogni volta la propria personale bellezza della forma dell’ «arte del comporre» (GIAN CARLO LEONCILLI MASSI)

 Consonanza, concordanza, euritmia, eufonia, ordine, equilibrio, combinazione proporzionata di più parti o elementi, concordia, piacere, effetto gradevole, la forma prima delle funzione.

 

36 la proporzione

 Il fondamento di tutte le cose è la geometria(OWEN JONES)

 Rispondenza, relazione, rapporto, analogia, misura, serie dei rettangoli proporzionati, radice di due, sezione aurea, serie del Fibonacci, regola, omeomorfismo, classicità.


 

37 il pettine

 Gli oggetti le cose, i rapporti umani, i valori, nascono e muoiono in brevissimi tempi, tutto viene consumato in fretta (BARBARA DONATO)

 Strumento, fissaggio, ornamento, dentellatura, ordine, compostezza, azione semplice, effetto efficace, bidimensionalità, utensile appuntito, regolarità, simmetria di traslazione, semitrasparenza, rigature.

 
 

38 lo specchio

 L’era industriale contemporanea vorrebbe presentarsi con la brillantezza e la lucentezza del metallo o con le coprenti tinte metallizzate (MANLIO BRUSATIN)

 Riflettenza, virtualità, sdoppiamento, superficie liscia e/o lucida, luminosità, dissociazione, meraviglia, sfavillio, splendore, scintillio, lucentezza, fulgore, radiosità, simmetria rispetto un piano.

 

39 il blu jeans

 È nell’essenza della moda accomunare tutte le individualità (GEORGE SIMMEL)

 Pantalone, tela, cotone, lavoro, resistenza, robustezza, scoloritura, lavaggio, tramatura, colore blu, tasche, uniformità, durata, senso del consunto e del vissuto.

 

 

40 il soprammobile

 L’uomo ek-siste perché è fuori da qualsiasi preordinamento e, per effetto di questa sua ek-sistenza, è costretto a darsi un mondo(UMBERTO GALIMBERTI)

 Decorazione, inutilità, oggetto ornamentale e/o banale e/o kitsch, immobilità, ricordo, souvenir, ironia, arredamento, varietà, artigianalità, manifattura, tradizione.

 


41 il rossetto

 Sono fatta così ma potrei esserlo in qualunque altro modo e comunque non sono mai me stessa (PIETRO ZENNARO)

 Trucco, astuccio, colore rosso, copertura, matericità, precisione, sottolineatura, metallo, meccanismo magico, preziosità, guaina, travestimento, apparenza, striature, nuance, gradazione, sfumatura.

 

 

42 l’ elastico

 Quando ingrandiamo un frammento apparentemente “morto” di pietra o di metalli, vediamo che ribolle di attività (FRITJOF CAPRA)

 Flessibilità, pieghevolezza, deformabilità, agilità, leggerezza, scioltezza, flessuosità, duttilità, moltiplicazione dimensionale, fissaggio, adattabilità, gomma, molleggio, estensibilità, tensione.

 

 43 l’ impermeabile

A riparare a un errore non basta scambiarlo con una verità. Altrimenti si mente (KARL KRAUS)

 Copertura, protezione, goffratura, gommosità, inceratura, sensazione si scivolamento, anti-stropicciamento, resistenza, refrattarietà, soprabito, omogeneità, .


 

44 la lampada

 Distillare, dalla tecnologia, emozioni estetiche che comunichino più in termini di feeling che di corpose elaborazioni plastiche (DENIS SANTACHIARA)

 luce, lampione, faretto, faro, fanale, riflettore, lume, lanterna, candela, calore, illuminazione, luminaria, effetti scenografici, ambientazione, artificialità.

 
 

45 la sciarpa

 La bellezza è meglio vestita quanto meno è vestita  (PHINEAS FLETCHER)

 Fascia, calore, copertura, riparo, foulard, geometria molle, lana, seta, colori contrastanti, rigatura, frangiature, forma indefinita, svolazzamento.

 

46 la calamita

L’avvento di nuovi materiali offre sempre nuove possibilità di soluzione ai problemi (JOE COLOMBO)

 magnetismo, forza nascosta, attaccatura, reversibilità, velcro, chiusura, apertura, magia, repulsione, attrazione, energia.


 

47 la T-shirt

 Dalla ricostruzione fedele fino alla libertà assoluta si offrivano alla sua scelta tutte le soluzioni, e alla sua mente si proponevano tutti gli stili, dall’assiro al cubista (ROBERT MUSIL)

 Maglia, cotone, girocollo, manica corta, forma riconoscibile, semplicità, personalizzazione, lavabilità, riproducibilità, libertà di forme e movimento.

 

48 il tappeto

 Si direbbe che l’oggetto eluda, in un modo ad un tempo inatteso ed oculato, lo spazio nel quale esso è sempre situato(ROLAND BARTHES)

 Bidimensionalità, intreccio, tessitura, caratterizzazione superficiale, decorazione, arazzo, pannello, drappo, pedana, moquette, corsia, guida, passatoia, robustezza, annodature.

 

 

49 gli occhiali

Nel mondo della moda ci sono tanti voyeurs e nessun progettista (PAOLA NAVONE)

Lente, montatura, eccentricità, trasformazione, riconoscibilità, leggerezza, ergonomia, struttura, simmetria, riparo, protezione, sdoppiamento.

 

 

50 la matita

 In fondo l’inganno è il dono più desiderabile della rappresentazione (MASSIMO SCOLARI)

 Segno, leggerezza, schizzo, reversibilità, segno cancellabile e non definitivo, pastello, fare la punta, grafite, contorno, alone, tratto morbido e modulabile.

 

 

51 il costume da bagno

 Ciò che tradizionalmente si indossa sotto, spunta o si trasforma sopra (PATRIZIA CALEFATO)

 Essenzialità, praticità, sdoppiamento, lucentezza, tradizione, usanza, materiali innovativi, facilità di asciugatura, elasticità e adattamento delle fibre.



 

52 il motore

 La funzione globale del prodotto viene realizzata tramite le funzionalità particolari dei componenti (ANDRIES VAN ONCK)

 Congegno, apparato, macchina, propulsore motrice, meccanismo, essenziale struttura funzionante, rumore, locomozione, ingegnerizzazione, industrializzazione, combustibile, metalli.

 

53 il profumo

 La moda non esiste solamente nei vestiti; la moda è nell’aria, è il vento che la porta, la si percepisce, la si respira (GABRIELLE CHANEL)

Essenza, copertura, impalpabilità, olfatto, fragranza, aroma, effluvio, olezzo, balsamo, lieve sensazione, caratteristica peculiare ed evocativa

 

54 il suono

 Si tende a considerare il lusso o la novità, ma poco interesse viene dato alla circolazione degli odori e dei rumori (BRUNO MUNARI)

 Effetto acustico, timbro, tono, nota, rumore, voce, ritmo, segnale, musicalità, armoniosità, vibrazione, oscillazione, pienezza, invasività.

 

55 Jolly

 Un tubino nero è la soluzione ad ogni dubbio femminile. Adornatelo, senza esagerare, sarà espressione di femminilità senza negare la vostra personalità  (ISABELLA BORTOLOTTO)

 

56 Jolly

 Forma e funzione non sono “importanti” … ma il risultato progettuale deve essere armonioso e fruibile (ROBERTO ZANON)

 


 


 

Introduzione

 

Le sinapsi compositive sono uno strumento che, legato inizialmente alla sperimentazione ed alla verifica didattica all’interno dell’Accademia di Belle Arti, desidera poter diventare un contributo “inedito” alla creatività del designer e dello stilista nella realizzazione dei progetti. Organizzate sulla struttura delle carte da gioco francesi, hanno come referente primario le Sibille, le carte divinatorie, specialmente per la relazione grafica che intercorre tra testo e immagine. Successivo, ma non meno importante riferimento, è la serie di carte delle Oblique Strategies di Brian Eno (1948) e Peter Schmidt (1931-1980) editate nel 1975. Quest’ultime sono importanti per lo spiazzamento offerto da una serie di frasi che raccolte in più di un centinaio di esempi diversi, sempre riescono a trovare una contestualizzazione proprio per la loro indeterminatezza. A tal riguardo Giulio Mozzi scrive: << non "accettiamo ciò che dice" [la carta], ma "ci confrontiamo con ciò che dice". Confrontarsi significa: provare a vedere se l’istruzione o il consiglio dati dalla carta non possano, magari paradossalmente, magari irrealizzabilmente, applicarsi al nostro caso. Dai ragionamenti che faremo scaturirà forse qualcosa di bizzarro, raramente qualcosa di fattibile, spesso qualcosa di impensato. Questa è la logica della faccenda: spingere deliberatamente il nostro ingegno e la nostra intuizione ad affrontare una questione da un punto di vista impensato o a partire da premesse impensate. L'importante è lo scossone, non il consiglio in sé.>>

Analogamente, cercando però di esasperare le sollecitazioni che le singole carte possono offrire, partendo da questi due riferimenti, le sinapsi compositive costituiscono un insieme eterogeneo formato da: una lista di “oggetti”; una collezione di citazioni; una raccolta di disegni; uno strutturato complesso di simboli. Un raggruppamento di elementi che auspica di predisporre alla sviluppo delle relazioni progettuali nel mondo della moda e del disegno del prodotto. Moda e design (inteso nel accezione italiana di progetto dell’oggetto d’arredo o d’uso) sono spesso accomunate o meglio, nella contemporaneità, si vogliono trovare - spesso forzatamente - delle analogie che tal volta faticano a sussistere in quanto la matrice progettuale delle due discipline ha storicamente sviluppato strade diverse. Il tentativo è quindi quello di far confluire, intrecciandoli, questi due percorsi, non certo alla ricerca di una omogeneizzazione, ma con una logica di scambio che dia nuova linfa ai due diversi ambiti.

Lo strumento delle carte vuole attivare proprio questo processo facendo interagire in modo pieno la creatività personale di ogni progettista, inscrivendola però all’interno di una serie di suggestioni rintracciabili nella personale esperienza di ogn’uno.

Gli oggetti scelti e che compaiono come singole voci all’interno di ogni carta, appartengono ad una selezione che ha lo scopo di farli rispondere a più logiche (utilità, regola, ornamento, arbitrio, texture, struttura, forma, modulo) tra loro intrecciantesi, anche se molto spesso il singolo oggetto, potrebbe appartenere a più categorie contemporaneamente. Oggetti che certamente appartengono ad una logica arbitraria, ma tutti sono portatori di un bagaglio iconografico ricco, strutturato ed aperto all’intreccio delle possibili combinazioni. Ogni oggetto è portatore, per traslato, di una serie di immagini e suggestioni che vengono poi sinergicamente amplificate quando viene attivato il gioco combinatorio di più carte.

Gli artefatti individuati fanno parte, in eguale misura, al sistema denominato del “design” e a quello del “fashion” anche se, pure qui, talvolta esiste un intreccio tra i due ambiti assolutamente non separabile con confini netti; proprio tale compromissione permetterà, potenzialmente, un benefico ulteriore reciproco travaso tra i due settori.

È, coerentemente con tutta la struttura logica implicita nelle sinapsi compositive, un “apparato pretesto” che cerca l’interazione soggettiva di chi andrà a “consultare” le carte.

La scelta delle citazioni, pure questa soggettiva, ha avuto come riferimento principalmente autori italiani (molti di quali gravitanti attorno al mondo del progetto, anche se non necessariamente) presenti ogn’uno con una singola citazione. L’associazione tra la citazione e l’oggetto è talvolta diretta, altre volte evocativa e in qualche caso labile; comunque sempre esiste un filo di collegamento che, per associazione di idee, riesce ad essere ponte per ulteriori, personali, stimoli interpretativi.

Anche la rappresentazione ha un proprio arbitrario ed indipendente ambito di espressione, comunque correlato agli oggetti ed alle citazioni. Una rappresentazione ricca che guarda volutamente più al disegno per la moda che a quella del rendering per il disegno industriale. Una scelta omogeneizzante che non vuole legarsi alla rappresentazione di specifici oggetti, ma che ancora una volta ne dà una visione particolare per cI disegni presenti in ogni carta contribuiscono ad esasperare l’intricato reticolo di possibili significati, rendendo la “lettura” di questa, e a maggior ragione di più carte assieme, ogni volta diversa o comunque sempre aperta a nuove interpretazioni. Lo stesso meccanismo che si genera con la lettura delle carte divinatorie, solo che con questo caso la ricerca è orientata al mondo della progettazione.

 

Il testo che accompagna il mazzo di carte è un complemento non necessario, anche se … sufficiente allo stimolo di una soggettiva lettura personale che ogn’uno che vorrà interpellare le carte potrà o vorrà leggerci. Non viene indicata una direttiva di consultazione precisa: si può pescare una o più carte e metterle in relazione tra di esse … volendo la metodologia potrebbe riferirsi alla pratica di lettura dei Tarocchi o delle Sibille; un attitudine che comunque acquisterebbe significato avendo come finalità la concentrazione e la dedizione verso l’operazione creativa che si sta andando compiere.

Alla fine resta comunque un mazzo di carte con il quale, se si crede di poter aggiungere un po’ di senso divinatorio, è anche possibile “leggere il proprio futuro” nel mondo della moda e del design e comunque, nella meno interessante delle ipotesi, di giocare una partita a Poker!

 

Lo schema adottato

 

La griglia in cui appartengono i vari oggetti individuati riflette - almeno parzialmente - l’insegnamento teorizzato da Bruno Munari e riflette una metodologia ottimizzata sulla progettazione dell’oggetto che può però essere esportata anche nell’abito della moda. La stessa trasmigrazione ricercata, ma opposta, con la rappresentazione delle differenti carte che parte da codici opposti.

L’Asso di ogni seme (l’ergonomia per Utilità = Cuori, la simmetria per Regola = Quadri, l’armonia per Ornamento = Fiori, la proporzione per Arbitrio = Picche) rappresenta, utilizzando la figura retorica della metonimia, il concetto che in parte svela le caratteristiche del simbolo.

L’utilità (associata al seme di cuori) raccoglie un insieme di oggetti la cui essenza è primariamente legata ad un uso specifico. Anche se l’intervento progettuale, riferito agli oggetti elencati sotto questo seme, è ampiamente implementabile, esiste, per ogn’uno di essi, un immagine stereotipata chiara che favorisce, per traslato, facili altre associazioni funzionali.

La regola (associata al seme di quadri) raduna un’insieme di “strumenti” che producono un effetto, pur potendo essi stessi subire un’azione di ottimizzazione progettuale, in relazione al risultato che essi potrebbero produrre. Una collezione di oggetti che con la loro condotta regolano l’azione su altri oggetti o situazioni.

L’ornamento (associato al seme di fiori), contrapposto all’utilità, mette insieme degli oggetti legati alla decorazione e, più in particolare, situazioni che concorrono all’ornamento del corpo, quindi assimilabili prevalentemente al sistema della moda. Pur essendo una selezione ristretta e parziale, gli elementi scelti permettono, per associazione di idee, di estendere in modo ampio il loro campo di attinenza.

L’arbitrio (associato al seme di picche) contrapposto alla regola, riunisce dei prodotti che, anche se identificabili formalmente, necessitano di un intervento progettuale specifico per essere declinati in un sistema di oggetti tridimensionali ascrivibili al mondo del design del prodotto.

 

Il gruppo di oggetti identificato nei quattro settori descritti è poi stato trasversalmente ulteriormente categorizzato secondo altre caratteristiche che specificatamente contraddistinguono il paesaggio artificiale e naturale che ci circonda: la texture, la struttura, la forma e il modulo.

La texture è intesa come la caratterizzazione superficiale degli oggetti; il cambiamento della “pelle” di un oggetto è strumento sofisticato e potente tanto da poter cambiare e addirittura stravolgere percettivamente le caratteristiche del manufatto.

La struttura è l’essenzialità dell’oggetto che viene riconosciuta nella configurazione dei suoi elementi portanti sia fisicamente che, ancora una volta, dal punto di vista percettivo. È, in altre parole, l’oggetto in cui è ben riconoscibile l’entità strutturale di cui è composto.

La forma è riconoscibile in un’immagine semplice e talvolta stereotipabile, in una sorta di simbolo grafico all’interno del quale l’oggetto può essere riassunto. Una figura chiara rappresentabile spesso con una sola linea di contorno a definirne la riconoscibilità della sagoma.

Il modulo è configurabile come un artefatto che, pure nella sua possibile complessità formale, costituisce un insieme finito eventualmente replicabile o accostabile ad altri simili o uguali. Un oggetto spesso articolato e potenzialmente complesso al suo interno in cui è però possibile riconoscere un’immagine unitaria.

 

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